Le fiabe più belle di Hans Christian Andersen
H.C. Andersen (Pagina 2)
26L'usignolo
In Cina, lo sai bene, l'imperatore è un cinese e anche tutti quelli che lo circondano sono cinesi. La storia è di molti anni fa, ma proprio per questo vale la pena di sentirla, prima che venga dimenticata. Il castello dell'imperatore era il più bello del mondo, tutto fatto di finissima porcellana, costosissima ma così fragile e delicata, che, toccandola, bisognava fare molta attenzione. Nel giardino si trovavano i fiori più meravigliosi, e a quelli più belli erano state attaccate campanelline d'argento che suonavano cosicché nessuno passasse di lì senza notare quei fiori. Sì, tutto era molto bLegga la storia →
34Fra mille e mille anni
Certo, tra mille e mille anni arriveranno sulle ali del vapore, a volo, attraversando l'oceano! I giovani abitanti dell'America visiteranno la vecchia Europa. Verranno a vedere i monumenti e le località ormai in rovina, così come noi ora siamo attratti dalle bellezze disgregate dell'Asia meridionale. Tra mille e mille anni arriveranno! Il Tamigi, il Danubio, il Reno scorrono ancora, la cima del Monte Bianco è ancora innevata, l'aurora boreale brilla sui paesi del Nord, ma le generazioni, una dopo l'altra, sono diventate polvere, le schiere dei potenti del momento sono dimenticate, come coloroLegga la storia → 35Non era buona a nulla
Il giudice stava affacciato alla finestra, con i polsini inamidati, una spilla sullo sparato della camicia e tutto ben rasato; si era rasato lui stesso e in realtà si era fatto un tagliettino, ma lo aveva già coperto con un pezzetto di giornale. «Senti, ragazzo!» chiamò. Il ragazzo non era altri che il figlio della lavandaia, che stava passando di lì. Rispettosamente, si tolse il berretto, che si poteva piegare e era fatto apposta per essere messo in tasca. In quei vestiti miseri, ma puliti e rattoppati con cura, ai piedi pesanti zoccoli di legno, il ragazzo se ne rimaneva rispettosamente fermLegga la storia →