Cuore affranto

In realtà questa che incontriamo adesso è una storia in due parti; la prima potremmo benissimo tralasciarla, ma ci racconta i precedenti, e questi sono sempre utili. Soggiornavamo in un castello nell'interno del paese, quando accadde che i proprietari restarono assenti per un giorno. Giunse dalla cittadina più vicina una donna col suo cagnolino, perché voleva, come disse lei stessa, che qualcuno comprasse delle azioni della sua conceria. Aveva con sé i documenti e noi le consigliammo di metterli in una busta e di scriverci sopra l'indirizzo del proprietario del castello: Commissario generale di guerra, cavaliere, ecc.. La donna seguì il nostro consiglio, prese una penna, ma si fermò e ci pregò di ripetere l'indirizzo più lentamente. Noi lo facemmo e lei lo scrisse, ma nel mezzo della parola generale di guerra si fermò, sospirò e disse: «Sono una povera donna!». Aveva messo il cane sul pavimento, mentre scriveva, e questo ringhiava.
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