Nel cortile delle anatre

Arrivò un'anatra dal Portogallo, alcuni dissero dalla Spagna, ma non ha importanza; venne chiamata la portoghese, depose le uova, venne ammazzata e servita in tavola: questo fu il suo destino. Tutte le anatre nate dalle sue uova vennero chiamate portoghesi, un nome ricco di significato. Ora della sua razza ne era rimasta una sola nel cortile delle anatre, un cortile dove anche le galline potevano entrare e dove il gallo si comportava con infinita superbia. «Quel suo canto violento mi offende!» disse la portoghese. «Ma lui è grazioso, non si può negare, anche se non è un papero. Però dovrebbe contenersi, ma è un'arte contenersi, è prova di una cultura superiore, e quei piccoli uccellini canterini sul tiglio del giardino accanto ce l'hanno. Come cantano bene! C'è qualcosa di così commovente nei loro canti; qualcosa che io chiamo Portogallo. Se solo avessi un uccellino canterino potrei essere per lui una madre affettuosa e buona, ce l'ho nel sangue; nel mio sangue portoghese.
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